Il marchio della Compagnia Arcadia
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I retroscena

L'ispirazioneLa stesura del musical

Cos'è Arcadia Il laboratorio teatrale L'organizzazione Dall'ispirazione a
"Il malato immaginario"
Le prove

“Il malato immaginario”, una storia comica e piena di significati.
Che emozione, ragazzi! Con Natale in casa Cupiello la Compagnia ha dato una grande dimostrazione di forza. All’esordio di dicembre, non nego di essermi emozionato. Continuavo a dirmi: “Ma siamo noi?!”. Quei personaggi che si muovevano con maestria consumata, che emozionavano il pubblico e che mi stavano trasmettendo sensazioni forti erano proprio loro, i miei attori. Quando succedono queste cose, vorresti fermare tutto e goderti tutto quello che ti passa per la mente, ma… non si può. Bisogna guardare avanti, trovare altre ispirazioni, altri obiettivi. Mi sono chiesto: “Che cosa si può esorcizzare?”. Storicamente, due cose: la malattia e la morte.

Ho pensato ad uno dei miei attori preferiti: Alberto Sordi, in un suo film decisamente esilarante: Il malato immaginario, il testo di Molière rivisitato e tradotto da Sordi in modo eccezionale. Una storia, quella originale del grande commediografo francese, per quegli anni divertente, ma decisamente obsoleta. L’“Albertone nazionale” riesce a dare del personaggio antico una versione brillante, spumeggiante. Ecco che, allora, è partita la nuova sfida. Arcadia tornerà indietro nel tempo. Nella Roma papalina, tra servi e dottori, tra sciroppi e clisteri.
èil nuovo obiettivo di Arcadia. Un nuovo modo per noi della Compagnia di “leggere” una pagina del vissuto quotidiano di molte persone.
Quanti di noi, o nostri amici che, per un leggero malessere, non si sono messi a letto o buttati sul divano… moribondi! Un modo per… farsi coccolare, o per nascondere responsabilità più evidenti. Diciamo però la verità: questa è una prerogativa soprattutto maschile! Quante medicine inutili! Ma volete mettere la soddisfazione di avere tutti intorno: medici, infermiere, parenti, amici, badanti rumene che vi riempiono di attenzioni, pronti a soddisfare ogni vostro piccolo capriccio? Ma… aguzzate bene l’occhio e le orecchie, perché dietro un sorriso compiacente e una frase dolce di circostanza, c’è sempre l’immancabili invito, preciso, puntuale, spumeggiante: Ma va in m….!

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