Il marchio della Compagnia Arcadia
Elemento grafico decorativo
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Moulin Rouge

La locandina dello spettacolo 'Moulin Rouge'.

Come nasce “Moulin Rouge”...

Sono passati pochi giorni da quando il sipario si è abbassato sull’ultima nostra fatica, “Miseria e nobiltà” e gia mi è stato chiesto di scrivere la presentazione del nuovo spettacolo.
“Ragazzi… -ho detto- tempo! Datemi un momento di pausa!” Eh si… primo, sono stanco morto, secondo, fatemi godere quest’attimo.
Ho sempre creduto che “Miseria e nobiltà” sarebbe piaciuta, anche se i vicentini sono un po’ restii ad apprezzare e capire un vissuto di vita napoletana. Il segreto era proprio questo: non dovevo solo rappresentare una commedia partenopea, ma spiegare, far capire come ragiona un campano, cercando di non fare rimanere lo spettatore in superficie, descrivere le solite dicerie comuni sui… "terroni", ma riuscire a fare partecipi chi osserva, come un napoletano “vive” certe situazioni. Beh signori, credetemi, è stato appagante vedere ed ascoltare come il pubblico ha apprezzato questo lavoro.
E ora? Come avevo già annunciato, sono già al lavoro, mentre i miei compagni si stanno godendo un giusto e meritato riposo.

La macchina, lentamente, sicura del percorso da fare, si sta movendo.
Si salutano i compagni che per vari motivi lasciano la Compagnia e comincio a conoscere i nuovi amici, timorosi, curiosi, speranzosi di vivere con noi un altro sogno.
Inizia un nuovo, lungo viaggio. Si ritorna in quella splendida città, poetica, passionale, brillante. Parigi! Entreremo nel quartiere dell’arte, Montmartre.
Ci muoveremo negli ambienti spumeggianti del

Moulin Rouge e vivremo ancora una volta con partecipazione i drammi e le felicità che possono regalare un grande amore.

Come accade sempre quando scrivo un testo e mi appresto a dirigere la Compagnia, “entro” con lo spirito e la mente nei vari personaggi e vivo direttamente le loro esperienze e sensazioni, così poi, da trasmetterle ai miei attori.
Che cosa sarà il mio Moulin Rouge? Un musical? Una commedia? O chissà che? Un po’ di tutto. Mi farò indicare la strada dal mio cuore.
Ciò che sentirò che vada espresso in musica, sarà musicato e ciò che crederò che è meglio esprimere in prosa sarà recitato. Musica e balli, dialoghi, attimi felici e momenti drammatici. Tutto ciò che può essere utile per spiegare, far di nuovo vivere un momento di passione, proprio come desideriamo noi.
Certo è che noi d’Arcadia siamo strani ed indecifrabili: il nostro è un gruppo che sa far ridere o far piangere? Ci si trova maggiormente a proprio agio se facciamo i guitti o se danziamo appassionatamente, esprimendo sentimenti profondi?
La risposta è semplice e complicata nello stesso momento. Arcadia si specchia perfettamente con il carattere del suo regista. Estremamente razionale e incredibilmente fantasioso.
Dipende dall’umore, dalle circostanze, dall’attimo che in quel momento mi si presenta.
Mi capita spesso, per esempio, di amare, arrabbiarmi, dialogare del più o del meno… in dialetti diversi.

Ogni linguaggio è opportuno per determinate situazioni. Dietro una parola o un movimento, che ai più sembra insignificante, c’è una storia, una filosofia comportamentale.
I gesti non sono tutti uguali, il meridionale gesticola diversamente da un cittadino del nord; un italiano, diversamente da un altro europeo o arabo o anglosassone. Beh, dietro a tutta questa diversità c’è il mio spirito e quello di Arcadia.

Ho visto un paio di volte il film “Moulin Rouge” e devo dire la verità…. l’ho trovato banale. La solita storia della “signora delle camelie” o del vecchio filone mitologico: Orfeo, il giovane poeta che scese nell’Ade in cerca dell’amore ideale.
Poi mi sono ricordato quello che di solito penso sulle discipline scolastiche. “Non è importante ciò che si spiega, ma come è trasmesso a chi ti ascolta.”
Allora mi sono chiesto: ” Come vivrei questa storia? Cosa direbbe la mia Satine o il mio Christian? La perfidia del mio duca come si esternerebbe? Non farsi dominare dalla storia e tradurla per il pubblico, ma farla diventare mia, inghiottirla, fagocitarla, farla entrare completamente dentro di me, darle le mie caratteristiche, riempirla del mio pensiero e offrirla a chi mi ascolta.
Non avrò il dubbio di aver fatto una cattiva interpretazione, perché questo "Moulin Rouge" è mio. Può piacere o meno, ma è "vero".
Questo sarà il “Moulin Rouge” di Arcadia, uno “spettacolo spettacolare”…. vero!

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