Il marchio della Compagnia Arcadia
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Natale in casa Cupiello

Lo spettacolo 'Natale in casa Cupiello' è in allestimento

"Natale in casa Cupiello": una commedia tragicomica e intensa.
Sono passate poche settimane da quando le bellissime musiche del Moulin Rouge hanno cessato di diffondersi nelle sale dove ci siamo esibiti, e già siamo al lavoro per il prossimo progetto
Quest’anno, in verità, abbiamo concluso il lavoro molto stanchi e, tra problemi organizzativi e non, dobbiamo ricominciare senza aver ricaricato completamente… le batterie. Ma come nostra abitudine, non ci piangiamo addosso e ci siamo rimboccati le maniche e siamo ripartiti. “ The show must go on” cita più di una canzone, e così è giusto che sia.
La compagnia Arcadia negli ultimi anni ha ottenuto credibilità ed affidabilità e, volendo, potrebbe fermarsi un po’ e proseguire su un certo filone di spettacolo, con difficoltà che, ormai, sappiamo affrontare. Per noi, però, non è così.
La nostra è una scommessa continua, vogliamo metterci sempre alla prova, sempre in discussione, anche rischiando l’insuccesso o un calo di prestazione. I nostri spettacoli sono sempre diversi, sempre variegati. Il nostro pubblico non sa mai di anno in anno, venendo ad assistere ad una nostra performance, se piangerà o

se sarà preda di grande ilarità.
Dramma o satira, parola o canto. Questa volta la compagnia Arcadia si appresta ad allestire un progetto molto ambito e rischioso, ma stuzzicante.
Reputo Eduardo De Filippo una tra le massime espressioni del teatro italiano e cimentarsi in una sua opera lo trovo esaltante. Certo il rischio di fare la figuraccia c’è ed è grande, ma è più forte di me, devo e voglio provarci e la mia fortuna è d’avere compagni eccezionali che credono nel progetto e mi seguono con serietà e dedizione.
Molte sono le opere di Eduardo, una più impegnativa dell’altra, ma la mia scelta è caduta su “Natale in casa Cupiello”. Una storia che ricorda fortemente il mio vissuto di adolescente. Tante volte, vedendo ciò che avveniva tra le mie mura domestiche, ho riscontrato una certa analogia con ciò che De Filippo racconta, e rivisitare il testo è stato come rivivere situazioni a me note. Dirigere i miei compagni, in questo caso, non è solo un’impostazione di attori, ma, per me, è tornare indietro nel tempo e ridare vita… ai miei famigliari e rivedermi ancora una volta
piccolo, con i calzoni corti, e assaporare ancora le situazioni che hanno colorato la mia giovinezza. 
Ancora una volta porterò sul palco una piccola parte di me, ancora una volta gli attori saranno portatori di sensazioni vere, ancora una volta gli interpreti si toglieranno la maschera e rappresenteranno un teatro vivo, vero, reale, come siamo noi.

Napoli, che città incredibile! Così drammatica, variegata, vera. Per un napoletano la Vigilia di Natale è un giorno speciale. Il capitone sulla tavola, “’e nocelle”, la lettera di Natale sotto al piatto… il presepe…. Ha ragione Luciano De Crescenzo nell’asserire, in un suo libro, che ci sono due tipi di persone: gli amanti dell’albero di Natale e quelli del presepio. I primi identificano la razionalità, l’esteticità, l’apparire, i secondi, invece, la poesia, la fantasia, …l’amore.
Credetemi, per me, che ogni anno dedico qualche ora per allestire entrambi, mi sembra di preparare il mio bell’albero, dopo averlo “pensato” nella mia testa, con le mani e gli occhi, ma il presepio… ‘o presepe… mi nasce dal cuore.

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