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Miseria e nobiltą

Il regista Francesco Picheo nella locandina della commedia

Come nasce “Miseria e nobiltà”...

Dopo il gran successo di "Esmeralda", molti mi hanno sollecitato a scrivere e rappresentare qualcosa che fosse all’altezza di quello precedente.
Ormai, come si dice, ci hanno fatto la bocca buona e l’incontro con Arcadia è diventato un punto fisso nell’intrattenimento autunnale di chi ci conosce.
Un musical non si improvvisa. Ci vuole tempo, ispirazione, volontà ed altro ancora.
Inoltre, io non riproduco mai fedelmente un testo ma desidero personalizzarlo, portare in scena delle emozioni mie, magari inventando o proponendo qualcosa di nuovo.
Di solito, prendo spunto da situazioni quotidiane: sensazioni fuggenti, sorrisi, tragedie che mi circondano nella vita di tutti i giorni.

Poi metto in un cassetto del mio cervello o del mio cuore e quando me la sento, ritiro fuori ed elaboro quel pensiero.
Per questo, quest’anno, sia per rompere con la precedente esperienza ed evitare antipatici paragoni, sia per sperimentare qualcosa di diverso, ho ripreso una vecchia commedia di Scarpetta e riproposta al cinema da Totò: “Miseria e nobiltà”.
Così, come sempre accade, mi sono calato nella situazione, nei luoghi, negli interpreti di questa storia e l’ho rivissuta in prima persona. Ho reso teatrale un’idea cinematografica, anche se già esisteva un’opera su palco che però non rispecchiava ciò che mi passava per la testa.
Anche questa volta quindi, i miei personaggi hanno

preso il via e come al solito una parte di me è entrata in loro.
Mentre scrivevo Esmeralda ero continuamente preso da malinconia, rabbia, passione e via di seguito. Questa volta ho riso e tanto. Ora non resta che trasmettere ai miei compagni d’avventura tutta l’ilarità, il divertimento, l’ironia che un buon napoletano usa per sdrammatizzare qualunque situazione, anche la più tragica, come quella di dover sbarcare il lunario quando tutto ti è contro.
“Arcadia canta Napoli”!
Una città straordinaria, che troppo spesso troviamo in cronache poco edificanti ma che, obbligatoriamente, dobbiamo ricordare come culla di enorme cultura musicale, letteraria e tanto tanto ancora.

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