Applausi, applausi, ancora applausi
per Arcadia. Impegnativo, stressante, ma tanto appagante …guidare
questa compagnia. Avete in mente un transatlantico che si lascia
guidare dolcemente, con un piccolo movimento della mano del suo
comandante.E’ macabro pensare alla Concordia, di triste memoria, ma
Arcadia č passata tra l’anno scorso e quest’anno tra tanti scogli e
piccole strettoie, piene d’insidie e si č fatta indirizzare, senza
alcun problema nelle acque pił idonee. Con “trenta secondi d’amore” il
gruppo si č dimostrato ad un livello superbo ed č pronto, con nuovi
innesti di qualitą, a solcare di nuovo mari ampi e profondi.
Il prossimo porto da raggiungere si
chiama: “L’armadietto cinese”. Una commedia molto divertente ambientata
in una bella casa di una famiglia bene di Bologna.
Si sa come sono gli stereotipi italiani. Spesso la cittą felsinea č
additata, nel Teatro, come il luogo dove gli intrighi matrimoniali, e
non, sono all’ordine del giorno.Le donne bolognesi sono maestre in
quest’arte, ma sono altrettanto schiette e genuine, tanto da apparire
simpatiche ed accattivanti. A dire il vero l’ambientazione emiliana č
frutto esclusivamente della mia fantasia. I miei trascorsi studenteschi
nell’ateneo bolognese hanno lasciato il segno.
Tanti simpatici ricordi mi hanno
indotto a trascrivere e personalizzare questa bella commedia di Aldo De
Benedetti. Ho smontato e ricostruito la sceneggiatura per adattarla
agli attori della Compagnia, inventato situazioni ed aneddotti che
hanno accompagnato la mia giovinezza.
Poi, diciamo la veritą, č proprio una prerogativa delle signore
bolognesi questo comportamento o č tipico di tanti menage famigliari
che si registrano lungo tutto lo stivale italico?
Come sempre una nuova sfida da affrontare, una nuova partita da vincere
per Arcadia e ancora una volta…senza barare!
Franco